Nella hall di un hotel… business music o ronzio di sottofondo?

Sono stato ospite per tre notti e quasi quattro giorni in un hotel quattro stelle in una bella città del Sud Italia. La struttura fa parte di una catena internazionale che frequento abbastanza spesso. Sono infatti a conoscenza delle promozioni del gruppo e se capita ne approfitto. Sono stato soddisfatto del prezzo che ho pagato per la camera, della piscina, della gentilezza del personale, del ristorante, mentre la colazione ho optato per una pasticceria a 200 metri, visto che non mangiare dolci al Sud credo sia peccato.

L’ultimo giorno, verso le 8, quando dopo un po’ di palestra sono sceso nella hall col mio solito computer per lavorare non disturbando chi in camera, non dormiva ancora mi sono accorto che in questo spazio si propone musica. Anzi, tale musica viene diffusa pure all’esterno, a bordo piscina, dove avevo cercato di sistemarmi, prima che qualche goccia di pioggia mi ha fatto spostare all’interno.

Mi sono accorto della musica grazie ad ambiente molto più silenzioso rispetto al weekend (era lunedì mattina)… musica, tra l’altro di buona qualità. Qualche successo pop, qualcosa di lounge e chill out, un po’ di adult contemporary. In generale, un’ottima selezione.

Perché non ero riuscito a godere di questa musica anche nelle ore precedenti? Perché l’impianto audio utilizzato dalla struttura è degno delle radioline anni ’60 ed il volume, per fortuna, era bassissimo. Certo, per fortuna, perché se il volume fosse stato ‘giusto’, le frequenze medie, le uniche udibili, avrebbero dato fastidio sia alle orecchie sia alla conversazione. Per fortuna mi sembra che gran parte delle obsolete casse acustiche fossero scollegate o silenziate, per cui il ronzio musicale era davvero quasi inudibile.

Se viene fatta sentire così male, la business music è perfettamente inutile, anzi potenzialmente controproducente. L’effetto è meno fastidioso, ma nei fatti è analogo a quello di una porta difettosa che struscia sul pavimento quando viene aperta distrattamente. Non è un esempio casuale, capita alla porta che dà sul posteggio di questo hotel. Ma se far riparare una porta non costa poco, perché pagare diritti e servizio musicale per dar fastidio alle orecchie della clientela?

(LT)