Milano Music Week, online: live music ONLINE, da ascoltare pagando

Al via dal 16 al 22 novembre 2020, torna l’appuntamento con la Milano Music Week, la settimana dedicata alla musica e ai suoi protagonisti, quest’anno più che mai impegnata a porre le basi di una necessaria ripartenza dell’intero settore musicale.

La quarta edizione della manifestazione, che è ovviamente online, ha un palinsesto strapieno di appuntamenti in streaming tra panel, workshop formativi, incontri, concerti e dj set.

Tra i tanti panel riservati ad addetti ai lavori ed aspiranti tali, spiccano quelli di Midance e quelli di LineCheck, main content partner.

Il tema scelto da Linecheck per il 2020 è “Sound Values”. Alla sera, dopo il meeting inizia il Music Festival, con una line-up d’avanguardia composta da showcase di artisti affermati insieme alle novità più interessanti del panorama europeo come: Birthh, Cecilia, Camilla Sparksss, Fuera, Fivequestionmarks, Godblesscomputers, Kharfi, Ko Shin Moon, Los Bitchos, Marta DG, Mòn, MYSS KETA, Neue Grafik Ensemble, Penelope Isles, QuinzeQuinze, Speranza e molti altri.

A MIDANCE, INVECE, SI DISCUTERÀ DELLE NUOVE TECNOLOGIE APPLICATE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, DELLE IMPLICAZIONI E DELLE IMPLEMENTAZIONI CHE POTREBBERO AVERE NELL’INDUSTRIA E NEGLI STUDI DI REGISTRAZIONE.

In partnership con F.I.P.I. – Federazione Internazionale Proprietà Intellettuale, ecco un dibattito sul tema diritto d’autore, il futuro dell’industria musicale e del settore dell’intrattenimento.

Tanti gli appuntamenti con le star della musica, ecco quelli con Negramaro, Ghemon, Max Pezzali, Edoardo Bennato e Diodato ed una bella serata omaggio a John Lennon a 80 anni dalla sua nascita, in diretta streaming dal Fabrique di Milano.

Grazie poi a tante iniziative comunque (La Musica che Gira, Bauli in Piazza, Scena Unita, etc), il focus è finalmente su tutti quei lavoratori della musica in difficoltà nera per colpa del Covid-19.

Mentre Milano Music Week inizia e si sviluppa, ecco qualche spunto di riflessione da Soundscapes.

Sinora si parla comunque pochissimi della filiera di autori, editori e produttori musicali “di nicchia”, coloro che campano grazie ai semestri di SIAE. Siccome gli incassi del 2020 sono ridotti al lumicino (pochissimi concerti e serate in discoteca, in Italia e nel mondo), tutta la filiera, non solo quella di chi monta e smonta i palchi e/o fornisce carburante ai tir dei concerti, non è solo in difficoltà nera. Questo è ovvio: dietro l’angolo c’è la fine del settore come reale sbocco occupazionale. Le soluzioni teoriche e creative sono tante e tutte potenzialmente giuste. La realtà è molto complessa e non può far altro che passare per concerti online disponibili in diretta a pagamento, come del resto l’esempio dello streaming musicale della musica registrata.