Spotify: gli utenti Premium generano oltre il 90% dei ricavi, ma chi non paga serve comunque…

Spotify ha appena comunicato i suoi numeri alle fine di settembre, decisamente importanti: 248 milioni di utenti mensili (il 30% in più su base annua), di cui 113 utenti paganti (Premium). Alla fine di giugno 2019 i subscriber paganti erano 108, ovvero in due mesi sono cresciuti di 8 milioni. Ogni abbonato paga mediamente 4,67 euro al mese, molto meno dei 9.90 euro degli utenti europei. Chi scrive ad esempio paga circa 14,99 al mese per un abbonamento family con 4 utenti, per cui la media sembra verosimile… Il margine operativo è stato invece di €54 milioni.

Venendo ai ricavi del terzo trimestre 2019 per Spotify, gran parte di essi derivano dagli utenti paganti / premium: su 1.73 miliardi di euro, appena 170 milioni, meno del 10% derivano dagli utenti “free”, ovvero dalla pubblicità che solo questi utenti devono sorbirsi per ascoltare musica. A guardare solo i numeri, viene da chiedersi perché Spotify non chiuda il servizio free… ma è un errore. E’ proprio grazie agli utenti free, che Spotify riesce ad essere un servizio “one stop” per chi pubblica e ascolta musica.

Nel dettaglio, da ogni ognuno dei suoi 135 milioni di utenti free, infatti, Spotify ricava circa infatti appena 1.3 euro a trimestre (complessivamente i ricavi sono infatti di circa 170 milioni di euro), ovvero circa 5,2 euro l’anno… Ogni singolo utente pagante, invece, fa incassare a Spotify più o meno 4,67 euro al mese per 12 mesi, ovvero 56 euro circa.