“Artisti”, media, Sky e politica: tutti uniti contro SIAE (che è ‘il male’)

Mentre l’Italia non ha un governo, mentre la classe politica italiana, appena eletta, continua a porre un veto dopo l’altro pur di procrastinare il ritorno alle urne (e continuare quindi l’inutile e ben remunerata occupazione di seggi di Camera e al Senato) sui media e sui social si parla spesso del ‘monopolio SIAE’.

Certo, il tema della raccolta dei diritti d’autore è importante, ma che se ne parli adesso, con tutto ciò che c’è da fare in Italia e nel mondo (Siria, economia, occupazione, produttività, Alitalia, reddito di cittadinanza etc) appare paradossale.

Purtroppo, se ne parla soprattutto a caso. Se Sky non paga SIAE dicendo che il mercato italiano non è libero, non si scrive subito, a caratteri cubitali, che Sky, colosso mondiale, deve prima pagare SIAE, “piccolo” ente no profit italiano e solo dopo lamentarsi. No. Sui media un mancato pagamento diventa “uno scontro sul diritto d’autore” su cui scrivere per giorni senza costrutto.

In fondo, il “monopolio” SIAE è un tema molto facile di cui parlare, sui cui schierarsi… Come si fa a dire di essere ‘a favore’ dello status quo?

Schierarsi sembra molto più importante dei fatti. Perché da gennaio 2018 il monopolio SIAE non c’è più. Possono infatti oggi raccogliere diritti d’autore anche altri “organismi di gestione collettiva no profit oppure governati dai titolari dei diritti”, come dice Gaetano Blandini, direttore generale SIAE. Per questo Soundreef rivendica il suo diritto di operare senza SIAE e tramite LEA, una fondazione.

Il fatto che solo SIAE abbia la struttura (gli ispettori, gli uffici) conta pochissimo, nella discussione. Il fatto che già oggi artisti ed editori possano iscriversi ad altre società estere che non siano SIAE, quanti politici e quanti giornalisti lo scrivono? E l’efficienza di SIAE nella raccolta di diritti, ovvero di soldi sia incontrovertibile, perché non viene mai sottolineata (si legga invece il bell’articolo su Wired qui sotto)?

L’importante è continuare a parlare. Secondo media & politica, spesso uniti in Italia nella discussione infinita sul nulla, abbiamo bisogno di un nemico, un cattivo contro cui schierarci per essere ‘dalla parte della musica’. SIAE è perfetta per la parte. E così, da acronimo che sarebbe (Società Italiana Autori Editori) diventa “la Siae”, ovvero entità, ovvero “IL MALE”.

Gli ‘artisti’ emergenti sono quasi sempre convinti che il loro, spesso temporaneo, insuccesso sia colpa del ‘sistema’ e che SIAE sia gran parte di questo ‘sistema’. Per questo si uniscono al coro. Gli artisti veri, quelli che un pubblico pagante ce l’hanno, con qualche strombazzatissima eccezione (Fedez, Ruggeri, Rovazzi), restano con SIAE. Per non parlare di tutto il resto della filiera della industria dello spettacolo (discografia, management, editoria e pure i soci di AMP, editore di questo blog)… ma la cosa mica fa notizia.

Sia chiaro, SIAE non è perfetta. Va snellita, va resa ancora più efficiente. La posizione di Battelli (Movimento Cinque Stelle), che vorrebbe trasformarla “in organo pubblico e di controllo, predisposto a vigilare sulla corretta applicazione delle norme e delle disposizioni relative al diritto d’autore” non è folle. Sarebbe bello poterne discutere in modo concreto, con proposte vere, tra attori di un sistema che non sempre è in crisi ma ha bisogno di operatori forti, grandi, che possano contrapporsi a giganti come Spotify, Sky, Google, Netflix…

E’ folle che si resti ad un livello di discussione così teorico, così vago, così inconcludente.

(Lorenzo Tiezzi)

La posizione di Battelli (Cinque Stelle) su SIAE
http://www.askanews.it/politica/2018/04/10/diritti-dautore-battelli-trasformare-siae-in-organo-vigilanza-pn_20180410_00242/

Blandini (SIAE) sul “monopolio”
https://www.dday.it/redazione/25579/gaetano-blandini-siae-direttore-generale-intervista-soundreef-lea

Il ruolo SIAE nella raccolta di diritti d’autore a livello internazionale
https://www.wired.it/play/musica/2017/12/19/diritto-dautore-e-value-gap-secondo-il-report-cisac-ci-sono-margini-di-crescita/