Elnos: la musica degli shop è eccellente, ma il centro commerciale di Brescia ‘suona’ proprio male

Dopo un lungo periodo in cui non l’ho frequentato affatto, continuo ad evitare accuratamente Elnos, il nuovo centro commerciale di Brescia, nei giorni festivi. Si pronuncia ElNòs e in bresciano vuol dire il nostro. Il caos la domenica resta notevole, visto che questi luoghi, soprattutto in provincia, hanno ormai sostituito il centro città, gli stadi e le chiese come luogo di ritrovo. Nei giorni feriali, invece, per cene veloci, o appuntamenti di lavoro (molti freelance come me lavorano da casa) spesso frequento questo spazio. Nel tempo, io e la mia famiglia, abbiamo imparato ad apprezzare le comodità di Elnos, che sono notevoli: il posteggio immenso, il parrucchiere uomo / donna che costa un po’ meno di quelli in città, i tanti posti per mangiare qualcosa di buono spendendo pochissimo e ovviamente lo shopping. Sono quindi un visitatore assiduo e quel che scrivo qui sotto su musica e acustica nasce da tante ore di permanenza di questo grande spazio.

Il livello musicale degli spazi commerciali di Elnos, è, mediamente eccellente. Definirlo buono, infatti, sarebbe troppo poco. Quasi tutti i brand, importanti e non, scelgono di sonorizzare i propri ambienti con una colonna sonora di qualità.

Sia chiaro, c’è anche chi punta sul silenzio. Lo fa un brand sofisticato come Max & Co, che fa questa scelta anche nelle boutique milanesi. E’ silenzioso pure Primark, colosso dell’abbigliamento low cost. La scelta di non diffondere musica accomuna quindi marchi davvero diversi, ma non è certo incomprensibile. In un negozio, prima vengono l’illuminazione ed un buon ambiente acustico, la musica può anche non esserci.  Se c’è musica, però, deve essere prima di tutto ben diffusa, ad un volume giusto. E poi deve sempre essere musica adatta all’ambiente e al brand. Non è quel che succede in diversi bar situati in mezzo ai negozi, ovvero lontani dall’area ristorante del centro: i gestori di questi spazi  spesso alzano il volume ‘a mille’ come per richiamare clienti, col risultato di allontanarli e dar fastidio a chi fa shopping.

Tra i negozi di Elnos, in mezzo a tanti esempi di musica di qualità ben diffusa, spiccano pochissimi esempi negativi. Un altro ‘voto basso’, purtroppo devo darlo, tra gli altri, a Tiger: nel punto vendita di Elnos, la bella musica di questo brand spesso non riesco a sentirla perché troppo bassa.

Prima di chiudere con uno sguardo d’insieme al comfort acustico di questo centro commerciale, è difficile citarne tutte le eccellenze musicali: l’hip hop di Snipes è diffuso a volume ‘da discoteca, anche grazie ad immensi schermi. Chi ama la musica black qui non può non entrare. L’impianto audio Bose, per una volta non incassato, con i suoi tweeter e woofer, fa spettacolo. Eccellente anche il pop elettronico di Superdry e quello più easy e solare di Guess, che punta su punti vendita pieni di bianco e di luce, che fanno sentire ogni cliente al centro della scena come un fotomodello…

Non sono solo i brand internazionali a diffondere ottima musica ad Elnos. Da Cotton & Silk, brand dedicato allo sportswear e jeans low cost giovanile, ho visto commessi accennare pure qualche passo di ballo grazie al reggaeton coinvolgente diffuso da un eccellente impianto Bose.

Ma in generale, gli spazi comuni di Elnos, ovvero il centro in sé, come ‘suona’? Come stanno le orecchie dei frequentatori? Purtroppo stanno malissimo. E’ davvero difficile capire come uno spazio così recente possa essere così poco confortevole per le orecchie di chi lo frequenta: la colpa non è solo di alti e splendidi soffitti in cui il suono di musica, passi e voci si mescola e si riverbera senza il benché minimo controllo. Al caos sonoro contribuisce non poco la musica e gli spot diffusi tramite piccole casse poste davanti alle vetrine dei negozi: la musica, semplicemente, non si sente se non quando si è proprio davanti a una vetrina. Quando però arriva uno spot, il volume in qualche modo cresce e si percepisce chiaramente un rumore fastidioso, quasi mai il testo che lo spot vorrebbe comunicare tramite uno speaker. Ho frequentato questo centro quand’è pieno e quando invece è quasi deserto: i problemi acustici restano immensi e probabilmente oggi irrisolvibili. Bastava però pensarci prima, in fase di progettazione. Si dirà che va bene così, che tanto il centro ha comunque successo, ma ovviamente, non è vero. Si può star certi che il tempo di permanenza media in uno spazio acusticamente piacevole, negli anni crescerebbe. Il successo degli outlet di ispirazione americana nasce anche dal fatto che simulano efficacemente il centro di una città, con spazi all’aperto “hi fi” e negozi ognuno con la sua identità, anche sonora.

(Lorenzo Tiezzi)