Il “dibattito” sui diritti musicali che avviene ormai ogni giorno sui media è dovuto soprattutto alla grande forza comunicativa di Soundreef. Tra i suoi soci c’è infatti Fedez,  un vero mago della comunicazione. Il problema è che i diritti musicali sono materia molto, molto specialistica. Per questo parlare di “dibattito” tra virgolette non è follia. Pure molti addetti ai lavori del settore musicale hanno idee molto confuse sui diritti. Non per caso esistono avvocati specializzati in diritto d’autore. I giornalisti che scrivono di questi temi quasi sempre hanno una vaga infarinatura del tema ed un comprensibile astio nei confronti del monopolista SIAE.

Come ha ricordato il presidente Sugar in una recente nota, “SIAE ha oltre 1200 dipendenti e 503 agenzie mandatarie su tutto il territorio Italiano senza le quali sarebbe impossibile svolgere il nostro lavoro adeguatamente e stare dalla parte di chi crea difendendo il diritto d’Autore”… ma è palese che in molti non capiscano né di cosa si occupi davvero SIAE, né che cosa facciano ogni giorno i suoi 1200 dipendenti. Gli operatori del settore, compreso chi scrive, hanno poi i loro sanissimi interessi da tutelare, per cui trovare la ‘verità’ è davvero difficile.

Qui, senza la pretesa di essere obbiettivi (cosa del resto quasi impossibile in ogni attività della vita), vorremmo dare spazio al cliente “business”. Ovvero, a chi paga per utilizzare musica durante la sua attività.  Anche se può sembrare strano, la “questione diritti” (SIAE vs Soundreef) viene sempre rappresentata sui media e altrove come una guerra tra pubblico e privato, tra inefficienza ed efficienza, tra vecchio e start up, tra monopolio e liberalizzazione… E in parte è vero.

Ma in questa senz’altro importante e a tratti divertente guerra, il cliente dov’è? Sui media e altrove ci si interessa solo dei poveri musicisti, tutti truffati da SIAE e da SCF, il cui unico scopo sarebbe quello di rubare loro quanto dovuto.  Tutto questo accade perché, va ripetuto, tra questi musicisti c’è uno come Fedez, uno che è povero non è di certo. Fedez ha doti uniche in ambito comunicazione e dintorni, va ripetuto: è riuscito a far parlare di sé anche per il passaggio a Soundreef, è cresciuto come indipendente nell’underground ed è riuscito a diventare una star nel pop e in tv, senza una major alle spalle. Senza Fedez, probabilmente, della ‘guerra sui diritti’ si parlerebbe molto meno.

Sia chiaro, molti addetti ai lavori sparlano di Soundreef a sproposito. Sembra (l’ha dichiarato Mogol al Corriere della Sera) che Soundreef offra sostanziosi anticipi agli artisti per cambiare scuderia. Sembra quindi che per questo una star dalla situazione finanziaria “turbolenta” (l’aggettivo è de Il Giornale) come Gigi D’alessio abbia tratto vantaggi immediati scegliendo Soundreef… ma tutto questo è gossip. E se fosse del tutto vero, sarebbe legittimo. Nel business tutti giocano al limite.

Ma dov’è il cliente / utilizzatore? Dov’è il vantaggio per chi voglia far ascoltare Rovazzi (due canzoni in repertorio, Soundreef) sia Vasco Rossi (100 hit, SIAE) se accanto a SIAE ci fosse pure Soundreef a far pagare direttamente le sue tariffe? SIAE farebbe uno “sconto”? E se si, di che tipo? E Soundreef quanto farebbe pagare ogni anno a un bar di 100 mq per far ascoltare il suo repertorio di successi? Attenti che la musica di sottofondo già oggi offerta da Soundreef  non c’entra niente con i successi Rovazzi, Ensi & Fedez… Da sempre le star pretendono di più.

Una radio musicale ha come business primario quello di utilizzare musica, chi organizza concerti anche, chi ha una tv fa appunto programmi per i quali usa musica, la musica fa parte del suo prodotto, proprio come i soci AMP (etc)… Ma tutti gli altri? Nei fatti, chi diffonde musica legalmente pagando non poco  per rendere più attrattiva la sua attività (centri commerciali, negozi, spazi pubblici, bar, ristoranti) avrebbe una vita ancora più complicata. Riassumendo all’osso, il ‘monopolio’ SIAE nella raccolta dei diritti, (pure SCF si affida a SIAE in molti casi), per il cliente non è un problema.

(Lorenzo Tiezzi)

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