Music Week e Midance: la musica torna al centro della scena, a Milano

La Milano Music Week non è soltanto una settimana milanese piena di “concerti, showcase, incontri, workshop, mostre e presentazioni” (copio dal sito ufficiale) dedicata ad addetti ai lavori ed appassionati. Quella che va in scena nella capitale italiana della moda e dell’economia, che è pure la capitale mondiale del design, è una manifestazione che conferma prima di tutto una cosa importante: la musica c’è. Il settore musicale esiste anche a livello economico e non solo culturale.

La MMW è una bella occasione di incontro tra professionisti ed aspiranti tali. Alcuni talk, sia chiaro, servono soprattutto a celebrare chi li fa. Problemi e competenze, in tali incontri, resteranno intatti. Ma ci sono anche workshop davvero interessanti. E soprattutto, come scrivevo sopra, conta la sostanza: se non ci fosse un settore in cerca di rivincita, un settore che è in sostanziale crescita in tutto il mondo, sia in ambito major sia in quello degli operatori indipendenti, una manifestazione di questo tipo servirebbe a poco. E invece la forza della musica come strumento di marketing, come valore in ambito comunicativo (…) grazie a manifestazioni di questo tipo cresce. Perché può crescere la competenza in argomenti che ancora oggi sono poco conosciuti, anche tra gli addetti ai lavori

Tra l’altro, il 25 novembre, sempre a Milano, il fermento continua in zona Stazione Centrale, al Singer, prende vita  Midancepiù piccola ma non meno importante manifestazione dedicata agli addetti ai lavori di discografia dance, dj, locali e dintorni. Lo scorso anno la manifestazione è cresciuta decisamente, mettendo insieme molti dei professionisti più stimati del settore ed artisti italiani attivi a livello internazionale.

La speranza, l’obiettivo, è che il sistema della musica Italia capisca che quando si fa massa critica mettendosi insieme, tutto il sistema prende valore. Se invece continuassero a prevalere i distinguo e le rivalità del recente passato, il collasso definitivo di tutto, evitato come per miracolo dopo il passaggio al digitale e allo streaming, sarebbe definitivo.

(Lorenzo Tiezzi)